CORPUS PASOLINI tredici uccellacci una cornacchia un usignolo
Made in Marche
di Giorgio Felicetti
con GIORGIO FELICETTI
e il live sonoro di Serena “Armstrong” Fortebraccio
e con la partecipazione di un ragazzo di vita Cesare Maurizi
EstEuropaOvest
Tre corpi in scena: si immergono nell’opera-carne di Pasolini con uso di bisturi tagliente sul corpo in primo piano martirizzato del poeta, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi di borgata, del Paese. Per toccare la ferita. Con lingua. Affondarla. Dentro la profezia. A pezzi. Di carne. Di poesia. Di nazione. Di canto civile. Di parole corsare. Di luterani pensieri. Discorsi Pasolini. Interviste Pasolini. Cinema Pasolini. Musica Pasolini. Trauma Pasolini. Pezzi. Di feroce mitezza. Di vita violenta. Di giovani corpi.
Tenuti assieme da potentissime corde-voce. E gettati all’inferno.
La notte di un 2 novembre. Come fosse sera. Cinquant’anni. Adesso.
Corpus Pasolini prende il via dall’ultima misteriosa notte di vita dello scrittore. In un montaggio a ritroso, si dipana la confessione, impossibile e provocatoria intervista che attraversa le opere e gli scritti, dalla Poesie in forma di rosa ai romanzi della Vita violenta, dal teatro fino al grande cinema da Accattone a Salò. Soprattutto è nello spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che tragicamente si prefigurava negli Scritti Corsari e nelle Lettere Luterane che viene fuori tutta la forza e l’attualità di Pasolini. Rimane intatta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita. E il suo testamento, toccante immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi: l’intervista rilasciata a Furio Colombo con le ultime profetiche rabbiose e disperate parole di Pier Paolo poche ore prima di venire ammazzato come cornacchia di lingua ciarliera.
Corpus Pasolini rimette assieme i corpi di questa voce, e tende una corda, anzi un cordone ombelicale tra gli spettatori di oggi e quel poeta civile lucido appassionato veggente. A cinquant’anni dal massacro del poeta, la mancanza di una voce come la sua che dell’umile Italia ha fatto stridulo canto, diventa allucinato urlo nel silenzio del nostro deserto.
Nella nuova drammaturgia, insieme al corpo-poeta incarnato da Giorgio Felicetti si intesse la dolcissima e crudele presenza di un giovane “ragazzo di vita” Cesare Maurizi ed il live eseguito dalla cantante performer Serena “Armstrong” Fortebraccio che scolpisce un paesaggio sonoro disturbante e distopico, evocativo e travolgente: Bach e Lou Reed, Gabriella Ferri, Bjork, David Bowie, la Callas con i canti dei pastori sardi, diventano un sogno dentro un sogno, immerso tra immagini video proiezioni poetiche e definitive parole.
Biglietti disponibili dal 4 novembre
Posto unico numerato €. 15,00 intero – €. 12,00 ridotto(*)
Biglietterie del circuito AMAT/VIVATICKET**
Online e nei punti vendita VIVATICKET**
Presso Teatro delle Api biglietteria aperta martedì e venerdì dalle ore 17 alle ore 19 e nei giorni di spettacolo dalle ore 19.
(*) Ridotto: sotto 29 anni, sopra 60
(**)L’acquisto online comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie di riduzione.
